Federico Moretti, allievo Istao e sportivo dal cuore d’oro

Martedi 31 maggio, alle ore 17

Al termine delle lezioni, Federico Moretti, allievo del Master ISTAO in International Business Management, presenterà ai suoi colleghi di corso e a tutti coloro che avranno piacere di intervenire l’Associazione Asante Sana.

Associazione Asante Sana

Federico è uno dei fondatori di questa onlus, nata nel 2015 e la cui missione è «la sensibilizzazione dei bambini e ragazzi del nostro territorio sulle problematiche dei paesi -in via di sviluppo- attraverso l’immagine e l’esempio dei campioni dello sport».

 

volley-potentino

Federico Moretti è anche un un noto pallavolista professionista che milita nella squadra di A2 Volley Potentino.
Per l’occasione sarà  presentato il libro fotografico “Passione Schiacciante”, realizzato dal club biancazzurro grazie a un’idea della collaboratrice Sara Grufi e con il contributo di cinque fotografi (Lorenza Morbidoni, Noemy Malinconico, Fabiano Rossi, Giorgio Borsini e Omar Antognini).

Passione schiacciante

La pubblicazione edita dalla Giaconi Editore di Recanati è stata patrocinata dal Comune di Potenza Picena, dalla Federazione Italiana Pallavolo, dal Comitato Regionale “Le Marche del Volley” e dalla Lega Pallavolo Serie A .

All’evento saranno presenti l’editore e parte degli atleti della Volley Ponentino.

Vi aspettiamo a Villa Favorita!

 

Alumni Club 2° incontro 2016

INCONTRI ALUMNI CLUB

Riunione Annuale Alumni

Venerdì 17 giugno 2016, ore 19.30

Villa Favorita

Vi aspettiamo per un approccio diverso al networking in cui metteremo in evidenza in prima battuta le nostre passioni…è solo per rompere il ghiaccio, come sempre ci sarà modo di ritrovare compagni di corso e di fare conoscenze interessanti dal punto di vista professionale.

Programma

Ore 19.00 – Accoglienza e Registrazione dei partecipanti
Ore 19.30 – Saluti del Presidente ISTAO Pietro Marcolini
Ore 19.45 – La passione va in scena….

maurizio_silvestri

Maurizio Silvestri

“Viaggiare e scrivere, due volti della stessa passione”

Allessandro Rossi

“Passione all’Opera”

Sara Gambelli

“Non io ma la forza in me: la Biotransenergetica come strada che ha un cuore”

Federico Moretti

“Passione Schiacciante”

Ore 21.00 – Cena Buffet

Il costo della partecipazione è di 30 euro che saranno esclusivamente destinati alla copertura dei costi vivi dell’evento.

Per motivi organizzativi vi preghiamo di registravi entro il 15 giugno compilando lapposita scheda.

 

 

 

 

 

 

Terre marchigiane. Conoscenza e gestione

Segnaliamo questo Convegno promosso ed organizzato dall’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, il prossimo venerdì 27 Maggio 2016 nell’Aula Magna del Rettorato, P.zza Roma- Ancona.

 Invito TerreMarchigiane

 

#IstaoMaster. Team building and team working

-Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiese Kublai Kan.
-Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra – risponde Marco – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.
Polo risponde:- Senza pietre non c’è arco.
(I. Calvino, Le città invisibili)

Due giorni di prove, problemi e situazioni critiche da risolvere insieme. Coinvolgersi nel gioco, fare del proprio meglio ma soprattutto osservare se stessi e gli altri con presenza e lucidità.
Questi i due giorni trascorsi nel Campus di Villa Favorita dagli allievi del Master in International Business Management guidati dai trainer di Scinthilla.
Con un obiettivo: apprendere, cioè sviluppare consapevolezza di sé, acquisire una nuova visione del gruppo e delle relazioni che si instaurano tra i membri.
Dalle esperienze concrete svolte in modalità outdoor si passa ai debriefing in cui viene decodificato quanto si è vissuto alla luce di modelli teorici. Si leggono le dinamiche di gruppo imparando a gestirle. E mano a mano, il team si conosce, inizia a capire che ogni persona è fondamentale per raggiungere l’obiettivo, che l’ascolto e la cooperazione sono due elementi imprescindibili.

“Gli esseri umani sono creature di consapevolezza, […] pieni fino all’orlo di risorse incredibili che non vengono mai usate” (C. Castaneda).

Affrontando prove fisiche, allestendo il campo per la notte con tende e sacchi a pelo, ma anche cantando accompagnati da chitarra, violino e bonghi attorno al fuoco. Così si sperimentano nuove modalità di azione, si scoprono nuove competenze e le si allenano per inserirle nella “cassetta degli attrezzi” che ognuno continuerà a riempire durante la fase d’aula e porterà con sé quando entrerà in azienda.

Commento di Pietro Alessandrini al libro di Paolo Savona

Il 10 maggio all’ISTAO, nell’ambito degli Incontri di cultura, Paolo Savona ha presentato il suo ultimo libro.

Pubblichiamo e invitiamo a leggere questo interessante commento del prof. Pietro Alessandrini.

 

“DALLA FINE DEL LAISSEZ-FAIRE ALLA FINE DELLA LIBERAL-DEMOCRAZIA

L’attrazione fatale per la giustizia sociale e la molla di una nuova globalizzazione”

di Paolo Savona

Paolo mi ha inviato il suo libro con la seguente dedica: “nella speranza che ci stiamo a sentire”! Lo prendo non come un auspicio bilaterale, perché ci siamo sempre ascoltati reciprocamente. Piuttosto lo considero un auspicio multilaterale, nella speranza che i problemi che il libro solleva siano almeno capiti (ascoltati) dai lettori, con senso di responsabilità.

Diciamo sempre che il mondo è in evoluzione. Ma mai come in questo periodo storico l’evoluzione è stata così travolgente, sia nel ritmo incessante delle innovazioni tecnologiche, sia nella gravità delle situazioni di crisi. I vecchi assetti non sono più utili. Non si può più contare sulle ideologie dominanti. I nuovi assetti non sono ancora delineati o completati.

Negli anni Novanta del secolo scorso avevamo considerato un grande successo la realizzazione della unione monetaria europea, come primo coraggioso passo per aprire la strada alla integrazione istituzionale sovranazionale. La crisi del 2010 (dal 2007 al 2009 dicevamo “per fortuna che abbiamo l’euro come fattore di stabilità”) ha rivelato la fragilità del processo incompiuto e i vincoli destabilizzanti che sono stati introdotti per non fare affondare la barca dell’euro.

Il libro di Savona parte dalla delusione nei confronti della UE, della quale l’euro in difficoltà è una vittima. Nella UE non si realizza l’equilibrio tra le tre istituzioni: DEMOCRAZIA – STATO – MERCATO, che l’autore considera fondamentali per garantire le libertà individuali. Nella struttura attuale, l’UE è “un non-stato sovranazionale retto da non-più stati nazionali” (pag.320). Definizione lapidaria (come molte altre nel libro, che sono tipiche del modo di esporre di Paolo) sulla quale non sono pienamente d’accordo.

Ritengo, come molti altri, che la realizzazione dello stato sovranazionale europeo sia frenata dagli stati nazionali, soprattutto da paesi egemoni, come la Germania e la Francia, per non dire del Regno Unito. Basta ricordare De Gaulle, che voleva l’Europa delle Nazioni, o la minaccia attuale del Brexit, per ottenere maggiori concessioni nazionalistiche. Altro che non-stati nazionali: il nodo più stringente che non fa crescere la UE verso uno stato sovranazionale federale viene proprio dall’eccesso di interessi nazionali divergenti.

È vero che gli stati sono indeboliti dai condizionamenti dei mercati globali che per Savona sono il sovrano occulto che si sostituisce al sovrano palese. Sono d’accordo su tutti i problemi di governabilità e di sostenibilità competitiva che la globalizzazione crea. Non bisogna però dimenticare i vantaggi che comporta. Come per le medicine si tratta di leggere bene i benefici e le controindicazioni. Savona si limita ad elencare le seconde tralasciando (o dando per scontati) i primi.

La chiave di lettura di fondo offerta al lettore è il LIBERALISMO, definito “desiderio di libertà dell’individuo” con l’ulteriore precisazione che “la libertà è la principale motrice della storia umana” (pag.15). È un’apertura di credito molto forte, che racchiude tutte le contraddizioni e le difficoltà che Savona fa proprie, con onestà intellettuale, spesso disorientando il lettore, che a volte si chiede “ma da che parte sta” oppure “dove vuole andare a parare”.

Una frase centrale del libro è la seguente:

“Lo scopo del lavoro non è quello di seppellire il liberalismo (…) ma di elogiarne la storia e di preparare la culla per dare nuova vita alle sue idee” (pag.15).

In realtà proprio Savona dimostra che dalla storia non si ricavano elogi, a meno che non ci si riferisca alla seduzione e all’impegno che il liberalismo ha esercitato e prodotto sulle maggiori menti della storia umana. D’altro canto Libertà, Democrazia, Stato e Mercato racchiudono concetti valoriali di enormi potenzialità, che hanno mantenuto viva la discussione per secoli. Il libro presenta una minuziosa rassegna critica delle idee che si sono avvicendate lungo più di due millenni. Nella introduzione promette “un’estrema sintesi”, perché di ciascun autore viene colto e collocato nelle pagine il contributo essenziale, con ammirevole capacità.

Ma gli autori presi in esame sono ben 375! Sono poi elencati in appendice, senza però indicare le pagine in cui sono citati (consiglio utile per una eventuale riedizione). Si determina quindi un effetto composizione che dalla stringata sintesi individuale si arriva a un libro di oltre 300 pagine, delle quali 72 sono dedicate alle conclusioni (distribuite in due capitoli finali).

Savona prende per mano il lettore e lo guida in un labirinto intricato e complesso. Non gli risparmia nulla: ostacoli, vicoli ciechi, fughe in avanti, necessità di tornare indietro per trovare un nuovo pertugio. Chi legge prova spesso un senso di perdita di orientamento, del quale l’autore è consapevole e più volte incoraggia il lettore a riprendere il filo di Arianna del liberalismo. Il quale è però sfuggente: Paolo stesso ricorda che i cento autori che include nel Pantheon del pensiero liberale esprimono, a parte alcuni principi di base comuni, cento idee diverse!

Le conclusioni sono piuttosto sconfortanti: “Il liberalismo esce politicamente e anche storicamente soccombente”. Ben lontani quindi dall’elogio della storia. Compresa la realtà attuale, nella quale:

“la democrazia privilegia le istanze sociali rispetto a quelle individuali, lo Stato non garantisce il sistema delle libertà degli individui e il mercato, soprattutto, domina su tutto e tutti dettando le regole di vita” (pag.263).

Giudizi netti, che trovo in parte ingenerosi se ci confrontiamo con il passato. A mio parere il metodo che va utilizzato è quello di Amartya Sen, che propone di esprimere giudizi di valore comparativi e contestuali. Altrimenti il rischio che si corre è di sostenere implicitamente che si stava meglio quando si stava peggio.

Savona esclude qualunque “attitudine nostalgica di un mondo ideale che, sarà chiaro nel testo non è mai esistito, né forse mai potrà esistere” (pag.11). A ben vedere una nota sottilmente nostalgica emerge quando ricorda la propria esperienza felice:

“il molto che la società mi ha dato in un momento favorevole dal punto di vista dei comportamenti delle tre istituzioni indicate, soprattutto quando hanno concordemente deciso di realizzare il welfare; deve essere tenuto presente che la rete di protezione sociale (…) è stata voluta dallo Stato liberale, accettata con entusiasmo dalla democrazia e accolta con interesse dal mercato, che raggiunsero una miracolosa sintonia di azione” (pag.13).

Dunque la miracolosa convergenza tra Stato, democrazia e mercato c’è stata.

Eppure erano gli anni della dominanza contrapposta delle due potenze leader USA e URSS, della guerra fredda, dei muri, della supremazia del dollaro in declino senza la possibilità di trovare sostituti sovranazionali, delle crisi petrolifere, dell’inflazione mondiale, delle barriere protettive difficili da abbattere. Basti considerare che soltanto nella relativamente piccola Comunità Europea ci sono voluti 34 anni dal Trattato di Roma del 1958 al 1992 per eliminare le barriere tariffarie interne. Quando la globalizzazione, figlia del liberalismo, ha abbattuto le barriere nazionali, sono emerse e si sono scontrate le diversità nei livelli di sviluppo. Squilibri e ritardi che hanno messo in moto forti movimenti che gli stessi liberisti hanno auspicato nella speranza di produrre su effetti riequilibratori. Abbiamo così assistito alla intensificazione degli scambi non solo di merci, ma anche di capitali, che portano il virus dell’instabilità. Instabilità che, come l’esperienza storica delle crisi insegna, nasce il più delle volte nei paesi più avanzati e innovatori e alla fine si trasmette, fino a colpire maggiormente i paesi in ritardo, le imprese e le persone più fragili e indifese. Con il risultato di accentuare gli squilibri anziché ridurli.

I grandi movimenti migratori non sorprendono. Sono stati da lungo tempo preventivati, eppure ci trovano impreparati. Preventivati perché coesistono per la prima volta nella storia mondiale due “mostri demografici”: il mostro malthusiano dell’eccesso di popolazione nei paesi arretrati, per la riduzione del tasso di mortalità infantile, e il mostro keynesiano del difetto di popolazione nei paesi sviluppati, per la riduzione del tasso di natalità e l’aumento della speranza di vita. Il termine “mostro” venne usato da Keynes nel 1933 quando ammonì di non sottovalutare i futuri  problemi derivanti dall’invecchiamento della popolazione come conseguenza del maggiore benessere.

Savona attribuisce all’attrazione fatale per la giustizia sociale e al desiderio di benessere le cause principali della fine del liberalismo, che, ripeto, ha definito come “desiderio di libertà individuale”.

Se si parla di eccessi, sono d’accordo: eccessi insostenibili di assistenzialismo dalla culla alla tomba del piano Beveridge in UK, eccesso di benessere che sfocia negli sprechi del lusso e si scontra con i vincoli ambientali. A parte questi eccessi, credo che la giustizia sociale sostenibile e il livello accettabile di benessere siano le migliori garanzie per favorire proprio le libertà individuali. Basti pensare all’affrancamento dal lavoro pesante sia in fabbrica sia in ambito domestico, all’allungamento della speranza di vita, alle possibilità offerte dalla maggiore istruzione, alla facilità dei contatti anche visivi a distanza introdotti dalle tecnologie informatiche. Semmai c’è da paventare il rischio opposto di un eccesso di individualismo, che le stesse libertà di accedere alle informazioni e di gestirle singolarmente a distanza possono favorire.

Certo, come avviene per tutte le innovazioni molto dipende dall’uso che se ne fa. Una frase emblematica del libro è la seguente:

“Se chi legge è disposto a barattare la propria dignità di uomo con il benessere, perché di questo si tratta, butti pure via il libro. Ma forse è meglio che prima lo legga”.

Scherzosamente mi viene da pensare che la seconda frase sia stata imposta da un intervento preoccupato dell’editore.

Il lavoro di Savona è giustamente e meritoriamente ambizioso. Rappresenta “la mia eredità spirituale” (pag.13). Avrei aggiunto anche intellettuale, frutto di uno spessore culturale notevole. Eredità che viene offerta ai giovani, dai quali si deve iniziare.

In realtà l’autore e con lui tutti noi della sua generazione lasciamo un’eredità molto difficile da raccogliere, se è vero che i giovani “saranno protagonisti di un futuro la cui configurazione sfugge a ogni previsione” (pagg. 86-87).

Con grande onestà intellettuale, l’autore si rende conto che: “Dopo una conclusione così sconfortante, questo lavoro sarebbe inconcludente” (pag.32).

Che cosa propone il libro ai giovani, ai quali è espressamente dedicato? Le proposte enucleate nell’ultimo capitolo sono un misto di utopia necessaria e di realismo compromissorio. Debbo dire che, dopo 300 pagine labirintiche, nelle quali si criticano giustamente le utopie inconcludenti e i realismi distorcenti che si sono avvicendati nella storia, si avverte un effetto boomerang. Il lettore, che l’autore ha sapientemente educato a un approccio critico, resta ugualmente perplesso dinanzi alle proposte che il libro indica come linee guida. Linee che appaiono facili da elencare, ma molto difficili da realizzare.

Basti pensare che già nella ristretta area della UE il processo di integrazione istituzionale  basato su un rapporto equilibrato tra democrazia-Stato e mercato si rivela molto difficile da ottenere. Come si può pensare di portarlo avanti a livello mondiale? Utopia necessaria, afferma Savona. Ma come tante altre utopie scartate dalla storia, oltre che dalla logica razionale.

Si può certamente sperare di realizzare una nuova Bretton Woods, come propone il libro. Se ne parla da tempo. Un accordo internazionale nel quale si possano realizzare le idee di Keynes, troppo anticipatrici per i rapporti di forza tra le potenze dominanti del 1943-44. Sarebbe certo necessario promuovere su questa linea una nuova moneta sovranazionale per superare le asimmetrie della moneta nazionale dominante e per tornare a un sistema di cambi stabili, con oneri simmetrici di aggiustamento degli squilibri negli scambi internazionali (simmetria  che non si riesce a realizzare neppure tra i paesi membri dell’eurosistema). Sono progetti sui quali ci siamo cimentati recentemente anche Fratianni e il sottoscritto. Ma senza possibilità di ascolto al di là della ristretta sfera accademica specialistica.

Si può anche proporre una maggiore cooperazione tra Stati per gestire la globalizzazione, con un ruolo maggiore per l’ONU e per il Fondo Monetario Internazionale, come si legge alla fine del libro. Anche queste sono proposte sul tappeto da numerosi decenni. Dobbiamo quindi mettere in conto che i giovani, ai quali l’opera intende rivolgersi, avrebbero tutte le ragioni per chiederci: ma perché non l’avete fatto finora?

Il libro intende offrire ai giovani una “culla”, tornando a una immagine già citata, per dare nuova vita alle idee del liberalismo. Ma è una culla traballante, piena di spine, difficile da riempire con uno o più bambini che sono lontani dall’essere concepiti e che comunque saranno ancor più difficili da allevare.

Va detto che i nostri giovani e in prospettiva anche i loro figli sono semmai troppo individualisti, aiutati dalle tecniche di alienazione telematica messe a loro disposizione. Sono molto sfiduciati nella protezione dello Stato, che è ben lungi dall’essere assistenzialista. Potranno sempre meno contare sulla protezione delle famiglie di genitori invecchiati e sulla coesione della società civile sempre più conflittuale. Infine trovano barriere difficili da superare nel mercato del lavoro. Tutto ciò per non dire dei milioni di giovani dei paesi in ritardo, costretti a emigrare dalla mancanza di sicurezza e di prospettive di vita attiva, senza la certezza di trovare accoglienza e opportunità di inserimento nelle società strutturate dei paesi di attrazione.

Se questa è la realtà attuale e del futuro prevedibile come si possono accogliere le proposte, certamente di nobile ispirazione liberalistica, di attivare “la molla di una rivoluzione globale” e di promuovere “una campagna mondiale per l’educazione dei cittadini al buon funzionamento delle tre istituzioni su cui si basa il sistema delle libertà”?

Ben consapevole di tutto ciò, Savona offre ai suoi giovani interlocutori una soluzione compromissoria: “Non è necessario che questa filosofia dell’azione si chiami liberalismo o altro, purché si faccia” (pag.329). Quindi la culla del liberalismo non solo resterà vuota, ma vi si potrà anche rinunciare! A meno che non siano “già nati o si spera che possano nascere i leader che possano e vogliano guidare questa riconciliazione globale” (pag.329).

Nell’attesa che si realizzi quest’altro miracolo, Savona conclude la sua grande escursione storica delle idee liberaliste con una consolazione e una speranza:

“Non c’è però niente di cui veramente disperarsi. Basta confidare nella forza della ragione e attendere: la storia non finisce mai e prima o dopo torneremo a distinguere il colore delle vacche” (pag.286).

Con tanti auguri.

 

Pietro Alessandrini

 

Ancona, 10 maggio 2016

Opening Lecture, 2016

Business Development and new opportunities in the middle East.

Wednesday, May 25, 2016 – 05:30 pm

Villa Favorita, Via Zuccarini, 15 Ancona

05:30 pm
Welcome address
PIETRO MARCOLINI ISTAO, Presidente

05:45 pm
Keynote speech
ANDREA GOLDSTEIN Nomisma, Managing Director

06:15 pm
Participant
FLAVIA VERDUCCI Clementoni Spa, Director of International Business

06:45 pm
Q&A 

07:15 pm
Conclusions

 

L’Italia Centrale fra Medioevo e contemporaneità

Segnaliamo:

Incontro di studio organizzato da Università di Camerino con il patrocinio del Consiglio Regionale Marche

Camerino – 20 maggio 2016 – ore 9,15

Palazzo Ducale – Sala degli Stemmi

 

 

Seminario “Sviluppo territoriale a driver culturale: un percorso in divenire”

Venerdì 22 aprile 2016, ore 14.30 – 18.30 presso Istao, Villa Favorita Ancona

Presentazioni:

Il Distretto Culturale Evoluto delle Marche, intervento di Simona Teoldi

Fabriano città creativa dell’Unesco, intervento di Vittorio Salmoni

Le Aree Interne pilota nella programmazione territoriale delle Marche, intervento di Francesco Passetti

I PIL_Progetti Integrati Locali del PSR 2014-2020, intervento di Luca Piermattei

 

ISTAO StartupLab – Educating new entrepreneurs, 4ᵃ edizione

4edizione del corso su sviluppo dell’imprenditorialità.

ISTAO, che opera fin dalle origini a sostegno dell’imprenditoria di nuova generazione, rilancia con il Percorso Speciale chiamato “ISTAO StartupLab – Educating new entrepreneurs” una formazione di taglio manageriale-applicata, fedele ai principi dell’imprenditore schumpeteriano e ai valori della filosofia olivettiana.

Dare vigore all’imprenditorialità innovativa è compito difficile ma non impossibile, l’Italia ne ha più che mai bisogno. Le fonti dell’imprenditorialità sono diverse come il contesto competitivo è diverso: occorre dunque creare nuova cultura. È questa una sfida che ha bisogno di nuovi comportamenti. Il primo è la voglia di fare cose diverse e contestualmente organizzarsi in modo efficiente per rispondere efficacemente alle dinamiche economiche dei mercati.

ISTAO StartupLab intende dunque sviluppare, con modalità interattiva, attitudini, comportamenti e capacità collaborative, adatti a promuovere e stimolare progetti che abbiano spiccate caratteristiche di creatività, innovazione e scalabilità sui mercati internazionali.

 

Inizio   10 giugno 2016
Durata   10 settimane

• fase Education dal 10 giugno al 8 luglio 2016
• fase Execution dal 9 settembre al 30 settembre 2016
• fase Capstone Experience dal 3 al 7 ottobre 2016


Scadenza domande  Lunedì 6 giugno 2016
Prove di selezione    7-8 giugno 2016

 

 

Destinatari

Il Percorso Speciale è rivolto a giovani italiani e stranieri che:

  • presentino spiccate attitudini ed una decisa propensione a creare imprese ad alto potenziale tecnologico e di mercato
  • abbiano stimoli a sviluppare un’idea innovativa da portare sul mercato, sotto forma di prodotto o di servizio
  • abbiano una reale familiarità con la lingua inglese.

Per accedere al percorso è previsto il superamento di una fase di selezione, per un massimo di 20 partecipanti. Sono incoraggiate candidature in forma di team per un massimo di 3 persone ed è considerato un aspetto premiante essere già in possesso di un executive summary qualitativo o di un prototipo del prodotto o servizio caratterizzante il progetto d’impresa.

 

Struttura, programma e finalità

Il programma si articola in 3 momenti (full time):

Dal 10 giugno al 8 luglio 2016
Education: 5 moduli in aula in 5 settimane, il venerdì, presso la sede ISTAO.
Sviluppa conoscenze metodologiche-applicate attraverso moduli dedicati. Ci saranno anche possibili momenti di confronto con testimoni dell’ecosistema dell’impresa innovativa italiana ed internazionale che si terranno il sabato mattina.

Dal 9 al 30 settembre 2016
Execution: 3 moduli operativi in 4 settimane, presso la sede ISTAO ma soprattutto presso aziende partner.
Periodo a completa disposizione degli allievi per testare il mercato, il modulo si svilupperà attraverso workshop in azienda a stretto contatto con imprenditori più esperti e incontrando potenziali co-fondatori, clienti, fornitori, partner industriali con lo scopo di validare sul campo il progetto d’impresa, il tutto sotto la supervisione dei tutor ISTAO.

Dal 3 al 7 ottobre 2016
Capstone Experience
: 1 settimana presso la sede ISTAO. Modulo conclusivo in cui i partecipanti hanno la possibilità di verificare le conoscenze e competenze acquisite finalizzate ad una presentazione pubblica del loro progetto d’impresa.
I migliori lavori, valutati ad insindacabile giudizio di un comitato scientifico, potranno essere ulteriormente accompagnati, dopo il termine del percorso formativo. Ad esempio, potrebbero essere presentati ad una platea di potenziali investitori e partner industriali, nel corso di eventi organizzati e finanziati direttamente dall’ISTAO, anche in sedi estere.

Moduli didattici

In generale, ciascun modulo è pensato affinché fornisca ai singoli partecipanti gli strumenti ed i comportamenti necessari a sviluppare un’idea, o un progetto d’impresa. Questi potranno essere tenuti anche in lingua inglese.

Modulo 1. 10 giugno 2016
Warm upSelf-assessment & self-enhancement
Si presenta di fronte all’aula ed ai tutor ISTAO il proprio progetto d’impresa, senza remore, a qualsiasi stadio esso sia. Infatti, lo scopo è individuare collegialmente quali sono i punti di forza e sopratutto quelli di debolezza dell’idea, in modo da programmare e focalizzare il lavoro delle successive settimane.
Docenti: Valeriano Balloni, Floriano Bonfigli

Modulo 2. 17 giugno 2016
Entrepreneurial Marketing – Identifying and prioritizing the next opportunity to accelerate business growth
In questo modulo verrà fornita una metodologia, arricchita con numerosi casi reali, utile per la determinazione del primo mercato di riferimento, quello da conquistare con le proprie forze, la cui scelta può risultare difficile ed ambigua, data l’innovatività intrinseca del prodotto o servizio a cui si sta pensando.
Docente: Floriano Bonfigli

Modulo 3. 24 giugno 2016
Team ManagementFrom group of smart people to smart team
Quando abbiamo una nuova idea, pochi sono disposti a “salire a bordo” con noi per trasformarla in impresa. La situazione più comune che può capitare è invece di coinvolgere gli amici e/o conoscenti più brillanti e cominciare a lavorare in gruppo. Ma in realtà, quello che occorre è un gruppo di lavoro, affiatato e con una sua leadership riconosciuta
Docente: Andrea Moretti

Modulo 4.  1 luglio 2016
Startup Financing – Source of capital for new ventures and how to catch them
Se un’idea è veramente innovativa è anche fortemente rischiosa, di conseguenza si riducono drasticamente le possibilità di finanziamento da parte di un Istituto di Credito. D’altra parte, non possiamo neanche affidarci troppo alle lungaggini burocratiche dei finanziamenti pubblici. Invece, finalmente anche in Italia, è sempre più viva e numerosa la comunità degli investitori di rischio. Ma chi sono e dove sono? Su quali parametri tali investitori decidono la bontà di un progetto su cui puntare? Quali sono le dinamiche e le regole del “gioco”?.
Docente: Floriano Bonfigli

Modulo 5.  8 luglio 2016
Venture Modeling – Accounting for dummies
Lanciare un nuovo progetto d’impresa significa anche prendere confidenza con strumenti quali: conto economico, stato patrimoniale, partita doppia, flusso di cassa e si potrebbe continuare ancora a lungo. Tutto ciò verrà fatto in maniera non convenzionale, con l’aiuto di tecniche di facilitazione, visual thinking e quantitative visualization.
Docente: Andrea Moretti

Modulo 6. 9 settembre 2016
Workshop in azienda sul tema Entrepreneurial Strategy – Understanding the right combination of business model and growth strategy to achieve the goals of an early stage company
Workshop in azienda e confronto con l’imprenditore su come è nata e cresciuta la propria azienda e su come la si tiene viva in un mondo in cui il cambiamento è l’unica costante. Impresa coinvolta: Civitanavi System.
Docenti: Valeriano Balloni e Floriano Bonfigli

Modulo 7. 16 settembre 2016
Workshop in azienda sul tema Product Design  – Igniting consumer passion by designing products to fulfill needs and express values
E’ un nuovo bisogno del consumatore, a volte ancora inespresso, che crea un nuovo mercato, quindi una nuova opportunità imprenditoriale. Il prodotto o servizio va pensato e realizzato o arricchito di ulteriori contenuti per associarlo a valori in cui il consumatore si riconosca e di cui si faccia promotore presso la sua rete di relazioni. Impresa coinvolta: Fratelli Guzzini.
Docenti: Valeriano Balloni e Floriano Bonfigli

Modulo 8. 9-30 settembre 2016
Incontri individuali con aziende ed organizzazioni in genere che testeranno le idee di business dei neo-imprenditori.

Finalità specifiche da raggiungere

I partecipanti al corso acquisiranno attitudini imprenditoriali e competenze manageriali nelle seguenti aree:

  • dinamiche di avvio di imprese con alti contenuti di innovazione
  • conoscenze trasversali (soft skill) su due fronti:
    1. capacità di presentazione e promozione efficace di un progetto a potenziali investitori, fornitori, collaboratori ed infine clienti;
    2. abilità di negoziare migliori condizioni nelle transazioni con investitori, fornitori e clienti;
  • caratteristiche e dinamiche del risk capital e dei suoi attori: startup accelerators, angel investors e venture capitalist.

I partecipanti avranno la possibilità di applicare e perfezionare sul campo quanto appreso presso incubatori, acceleratori o imprese che si sono rese disponibili a collaborare con tale progetto formativo.

Selezione, ammissione e costi

La domanda, redatta sull’apposito modulo disponibile online, dovrà pervenire all’ISTAO, entro lunedì 6 giugno 2016, accompagnata dai seguenti documenti in carta libera:

    • una foto formato tessera;
    • una breve memoria nella quale il candidato valuti le proprie esperienze di studio e/o di lavoro, esponga gli orientamenti per l’attività futura e spieghi le ragioni per cui desidera partecipare al corso;
    • curriculum vitae aggiornato;
    • inoltre è considerato aspetto premiante essere già in possesso di un executive summary qualitativo e/o di un prototipo del prodotto o servizio su cui si vuole lanciare o si è già lanciato un proprio progetto d’impresa;
    • eventuale altra documentazione delle attività di studio, ricerca e di lavoro e qualsiasi altro titolo che il candidato ritenga utile presentare (anche lettere di presentazione di insegnanti e/o datori di lavoro).
Procedure di selezione

Le prove di selezione consistono in un colloquio individuale con una o più commissioni. Lo scopo è verificare le attitudini, le capacità e le motivazioni di ciascun candidato alla realizzazione di un progetto d’impresa ad alto tasso di creatività, innovazione e scalabilità sui mercati internazionali. A tal fine verrà anche valutata la conoscenza della lingua inglese.
Le selezioni avranno luogo il 7 e 8 giugno 2016 nella sede dell’ISTAO

Costi

La quota di frequenza è di 2.000,00 Euro e potrà essere corrisposta in due rate.

• I rata – 1.000,00 € – al momento dell’ammissione
• II rata – 1.000,00 € – entro il 15 settembre 2016

Borse di studio

I candidati ritenuti idonei al termine delle prove di selezione potranno accedere a borse di studio a copertura totale o parziale della quota d’iscrizione.

Comitato scientifico

V. Balloni (ISTAO), F. Bonfigli (ISTAO), M. Bicocchi Picchi (Angel Investor e Board Member dell’associazione Italia Startup), M. del Pozzo (Geforin S.A. – Ginevra), GC. Michellone (GcM Consulting – Torino), S. Taylor (Area Science Park – Trieste).