Presentazione del libro di Giorgio Fuà a Roma

INCONTRI DI CULTURA

UN’AGENDA NON CONFORMISTA PER LA CRESCITA ECONOMICA

A CURA DI VALERIANO BALLONI, MARCO CRIVELLINI E PAOLO PETTENATI

 

 

istao economia_civile

 

Palazzo Marini, Sala delle Colonne – Via Poli 19, Roma
Martedì 12 novembre 2013

 

 

I problemi dell’Italia di oggi non sono molto diversi da quelli individuati da Giorgio Fuà nei tre saggi usciti tra il 1977 e il 1985, ripubblicati nel libro presentato nell’incontro.
I problemi riguardano la competitività del sistema economico e l’equilibrio dei conti con l’estero, il debito pubblico e la tassazione, eccessiva e squilibrata.

La crisi economica e finanziaria che fra il 2008 e il 2013 ha duramente colpito l’Italia e gli altri paesi europei “a sviluppo tardivo” studiati da Fuà – Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna – appare quindi come cronaca annunciata della fragilità, in particolare della carenza di capacità imprenditoriale e di social capability, che secondo Fuà già negli anni Ottanta caratterizzava tali paesi. Una fragilità che i cosiddetti GIPSI non sarebbero riusciti a superare nei decenni successivi.

L’introduzione firmata dai tre curatori del libro riporta al contesto attuale i problemi sollevati da Fuà.
Riproponendo le riflessioni di uno dei più importanti economisti italiani, il volume vuole dunque contribuire ad individuare le coordinate lungo le quali l’Italia si dovrà muovere per recuperare la competitività ed il benessere perduti nel nuovo secolo.

Programma

16.30
Introduce e coordina
ROBERTO PETRINI, Giornalista de “la Repubblica”

16.45
Interventi
ADOLFO VANNUCCI, Presidente SI Spa
VALERIANO BALLONI, Vice Presidente ISTAO
MARCO CRIVELLINI, Professore di Economia
PAOLO PETTENATI, Presidente Onorario ISTAO
MARCO CAUSI, Deputato PD Camera dei Deputati
PAOLO PETRINI, Deputato PD Camera dei Deputati
ALESSANDRO RONCAGLIA, Presidente Economia Civile e Professore Ordinario di
Economia Politica Università “La Sapienza” Roma

18.30
Chiusura lavori

Per ragioni di sicurezza si prega di dare la propria adesione per consentire l’ingresso.

Il Cerimoniale del Parlamento prevede l’obbligo di indossare giacca e cravatta.