XXXVIII Convegno di Economia e Politica Industriale

Negli ultimi anni l’attenzione di osservatori e studiosi si è concentrata sull’andamento congiunturale dell’industria italiana piuttosto che sull’analisi dei cambiamenti strutturali.
Assieme alla rilevanza dei settori a bassa e media tecnologia, la persistenza di una struttura d’industria basata sulle piccole imprese è individuata come una delle cause della progressiva perdita di competitività del sistema industriale. Il nuovo contesto della competizione internazionale ha accentuato la rilevanza degli investimenti nella R&S e nell’internazionalizzazione per i quali la grande dimensione, oppure l’inserimento in filiere internazionali ad alto contenuto innovativo, è condizione di efficacia e di efficienza.
Nell’ultimo decennio non sembrano essersi prodotti cambiamenti rilevanti nella struttura dimensionale dell’industria italiana e, soprattutto, sembrano essersi indeboliti i processi di crescita delle imprese. Ciò impone di riportare l’attenzione sui fattori che incentivano e sostengono la crescita dell’impresa. Primo fra tutti il fattore organizzativo-imprenditoriale (O-I), aspetto chiave delle analisi e delle riflessioni di Giorgio Fuà sull’evoluzione dell’economia italiana. La qualità del fattore organizzativo-imprenditoriale riguarda non solo l’impresa ma anche il contesto esterno in cui essa opera: servizi, istituzioni, mercati finanziari. Vale a dire la social capability. Una specifica attenzione sarà dedicata ai fattori determinanti la nascita e la crescita delle imprese nei settori a più alto contenuto di conoscenza.

TORNARE A CRESCERE
IL FATTORE ORGANIZZATIVO-IMPRENDITORIALE

26 settembre 2014, Ancona, Facoltà di Economia Giorgio Fuà
27 settembre 2014, Ancona, ISTAO